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La dura vita del Trendsetter

Added on by bubiknits.

In tutti questi anni da Blogger una cosa mi ha sempre affascinata ed ancora oggi mi diverte ed appassiona e meraviglia.

Ho sempre avuto una certa curiosità per i trend che arrivano da oltre oceano, solitamente entro io stessa nel mood British ed Americano nel momento stesso in cui le cose accadono, forse perché navigo molto spesso in siti esteri e quindi capita che io stessa assorba un certo modo di sentire e di volere, tanto che a dirla tutta con sincerità, a volte mi senta un pesce fuor d’acqua nel mio paese perché qui le “Mode” arrivano con qualche anno di ritardo.

Ed insieme a me tutto il “popolo” dell’handmade figlio dell’Etsy della prima ora; non mi stupirebbe affatto che se anche tu sei una di quelle persone che bazzica spesso sulle piattaforme come Etsy, Dawanda e BigCartel ti riconosca, vero?

Ricordo quando ho cominciato a portare addosso il colore giallo ocra…. una marziana, 2 anni dopo in tutti i negozi il colore ocra era diventato un must.

Quando ho chiesto delle camicette con il collo alla peter pan… che??? una stagione dopo non trovavi più una camicia col collo normale.

Insomma… e così dicasi per gli hobby, per le tendenze craft, per l’arredamento ed il design.

E sono sicura che hai notato anche tu un ritorno alla moda ed al design degli anni ’50 nell’ultimo biennio. Complice sicuramente i telefilm come “Mad Man” e sono anni per altro che la SMEG ci propone le linee bombate ed i colori pastello per i frigoriferiMAI PIU’ SENZA al quale si è aggiunta tutta la linea di tostapane, sbattitore, spremiagrumi etc. etc. E poi c’è un ritorno alle cose più lente… al godersi la vita, una voglia di positività che mancava da parecchi anni... insomma gli anni ’50 hanno fatto sognare un po’ tutti, il boom economico, la ripresa del dopo guerra, le propagande di Hollywood… ed il sentimento del “tutto può accadere, basta volerlo” che diciamolo pure aiuta anche ai giorni nostri come spinta ad uscire dalla Crisi Economica (e non solo) che stiamo vivendo da diversi anni a questa parte.

Tornando a poco più di mezzo secolo fa, le donne sono state le vere protagoniste, si sono rimboccate le maniche e non erano più soltanto le tenutarie di forme tondeggianti che richiamavano il benessere,  era tutto un fiorire di eleganti e procaci segretarie sorridenti ed emancipate, gli uffici pullulavano di beltà astute, scaltre e competenti pronte a rivendicare il loro posto nel mondo che fino ad allora era stato soltanto "maschio".

Ed è proprio di quegli anni l’oggetto del desiderio che in questi giorni affolla la mia mente, e che probabilmente affollerà anche la vostra tra qualche anno o mese, come oggi sta accadendo per la bicicletta, (per le strade del Nord Europa questa cosa è successa 3 anni fa), che però a me non ha preso, dal momento che sono troooppo pigra… (e considerando che Trieste è una città di salite e discese e quindi… “Trieste non xe per Bici” (leggi: Trieste non è adatta per i giri in bicicletta).

Insomma, succede che, grazie anche alla tendenza generale per le cose lente, per la qualità di vita più conscia e meno esasperata che sta per fortuna riaffiorando in superfice, mi sono re-innamorata della macchina da scrivere.

In particolare mi sono innamorata della Olivetti Lettera 22 – disegnata da Marcello Nizzoli e che vanta di essere conservata anche al MOMA come esempio di design innovativo, ma non schifo nemmeno la sorella Lettera 32 che ha i medesimi natali e qualche miglioria rispetto alla sorella del 1956, .

La Olivetti in quegli anni era davvero un’azienda all’avanguardia ed io probabilmente sto diventando sapiente, te ne accorgi nel momento in cui rivedi in te gli atteggiamenti che rendevano tua nonna “nonna”… (Quant’era bello Raf Vallone! e vedere insieme a lei uno dei suoi film preferiti “L’uomo Lupo” del 41 con Bela Lugosi, tutto in bianco e nero che a te non faceva paura, ma che a lei la faceva tremare per tutte le superstizioni o direi oggi la sapienza che si portava dietro).

Ed infatti è proprio oggi che riesco ad apprezzare la mia vecchia macchina da scrivere con la quale ho scritto tante lettere, ho fatto tanti esercizi di scuola e scritto alcune belle poesie che mi trovo ad apprezzare ancora oggi nonostante allora fossi poco più che quindicenne.

La mia mission per questa settimana è andare in cantina a casa dei miei e tirare fuori i vecchi quaderni pieni di scritti e ripristinare la mia vecchia macchina da scrivere.