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i miei disegni su Uppercase magazine

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Quando ami qualcosa così tanto ed il tuo giornale preferito pubblica i tuoi disegni, il rischio di sciogliersi è davvero alto. E quando lo scorso ottobre ho ricevuto la conferma che i miei disegni erano stati accettati e sarebbero stati pubblicati sull'inserto calendario 2016 sono stata felicissima. Il calendario è stato spedito a tutti gli abbonati di Uppercase magazine insieme al nr. 28. Per chi non lo conoscesse, Uppercase è una rivista internazionale a pubblicazione trimestrale che si occupa di design, handmade ed illustrazioni, per curiosi e creativi di tutto il mondo. Pubblicata dal 2009 dalla publisher, editor and designer Janine Vangool.

Qui di seguito i due disegni che sono stati inseriti nel calendario, insieme a quelli di altri affermati e famosi artisti e illustratori.

the "share it on" - a social media illustration that was perfect for the editor's page

the "share it on" - a social media illustration that was perfect for the editor's page

 E come molti di voi, io AMO le strisce ed ho pure un sacco di magliette a righe. Quindi perchè non disegnare qualcosa in proposito a cosa ci piace indossare? Ricordarlo sul calendario è una cosa carina. E così l'illustrazione "It's a stripes kinda day" ha trovato posto al 10 Novembre 2016.

E questo è il mio sketchbook dove ho disegnato le illustrazioni originali

La cosa mi ha resa così felice e mi incoraggia a continuare su questa strada. Questa è una di quegli avvenimenti che ti indicano che il pensiero positivo e l'entusiasmo sono davvero degli ottimi amici. :)

Fino alla prossima. xoxo, Giusy

Auguri di Buon Natale

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Con la mia tazza di thè speziato davanti, il sugo per stasera pronto e con le migliori intenzioni perchè possa essere come al solito la festa più sentita e bella di tutte.

Un abbraccio ed un grande augurio di Buon Natale!

Bubiknits Artworks - Xmas Card

Bubiknits Artworks - Xmas Card


Perchè dire no a chi vuole la tua creatività gratis

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Gli artisti che aspiravano alla fama spesso sono morti di fame.
ph-credit: Death to Stock

ph-credit: Death to Stock

Questa forse l’hai sentita raccontare mille volte e probabilmente anche letta nei libri di storia delle superiori. In maniera meno cruda, ma tant’è. Oggi lo scenario non è tanto diverso anche se non sembra. Ho visto la rete svilupparsi ed ingigantire negli ultimi anni. Leggiamo di continuo che il web crea grandi opportunità di business, che i creativi ed i blogger di tutto il mondo possono fare ciò che amano e diventare milionari da casa propria in pigiama e pantofole perché c’è una nicchia di mercato che aspetta solo di scoprire le loro potenzialità.

Ed è proprio qui che lo specchietto per le allodole agisce: sfoderando il suo luccichio, catturerà l'attenzione della preda e la farà abboccare all’amo.

Se anche tu come me sei una persona creativa, qualche volta ti sarà capitato di ricevere delle richieste esplicite, o molto più spesso poste in maniera truffaldina, di svolgere un lavoro gratis.

Dico truffaldina perché la richiesta arriverà in maniera che sia tu stesso a VOLER partecipare a tutti i costi.

Analizzando le varie tipologie di richieste di prestazioni gratuite possiamo velocemente individuarne alcune piuttosto frequenti. Per esempio le “Open Call” di settore, i vari “Concorsi a premi”, ed infine le richieste di collaborazione da parte di riviste, giornali, portali che in cambio del lavoro offrono la tanto famigerata, quanto spesso inutile, VISIBILITA'.

E tu CREATIVO ti convincerai che è una opportunità imperdibile per farti conoscere, per far conoscere al Grande Pubblico quello che fai. Se tu partecipassi ad un Concorso o ad una Open Call potrai anche non vincere, pazienza, avrai comunque allargato il tuo giro di conoscenze o acquisito qualche nuovo follower sul tuo profilo IG.

Ma se proprio volessimo essere razionali, e con i piedi per terra, come riesce ad essere anche una come me, che passa buona parte della giornata con l'aquilone in mano e la testa fra le nuvole,  saremmo alquanto sorpresi nello scoprire un'ovvietà. 

Cosa c’è in realtà dietro a tutto questo sbattimento gratuito? La risposta è logica. La spesa delle tue energie, tempo e anche denaro. Hai notato come molte riviste di settore propongano sempre più spesso dei concorsi a premi per creativi, dove il committente è una prestigiosa e/o ben conosciuta azienda di settore? E' vero che solitamente da uno a tre partecipanti ricevono il premio finale, ma mettiamo caso che a partecipare siano 1000 persone e che i primi tre siano comunque guarda il caso dei creativi già ben noti alla community, che ne è dei lavori degli altri che gli altri 997 partecipanti?

Questi avranno comunque ceduto i diritti della propria opera alla nota azienda promotrice del concorso in questione, al momento dell'accettazione del regolamento. Succede pertanto che l'azienda potrà usare le opere ricevute a piacimento negli anni a venire e sulle quali il creativo che ha speso energie, tempo e denaro, non vedrai mai scritto il suo nome sul prodotto finale, ne vedrà mai un becco di un quattrino.

Vale la pena quindi svendere la propria creatività per un pugno di follower in più?


Io dico che il lavoro creativo va non solo rispettato, ma anche pagato.

Il quesito me lo sono posta la scorsa primavera dopo aver partecipato ad un concorso promosso su una rivista di settore, anche se in tutta sincerità la mia motivazione non era quella di avere più visibilità, ma volevo semplicemente misurarmi in un campo in cui stavo muovendo i primi passi, e quindi l’ho presa come gioco. Ma, poi pensandoci bene un po' di nervi mi sono venuti, e più sfogliavo la rivista più mi rendevo conto che su quelle pagine c'era un sacco di lavoro preso da altrettanti aspiranti creativi e per chi ci crede davvero debba esserci un faro che illumini e smascheri queste dilaganti strategie delle aziende per ricevere del lavoro gratuito da parte dei creativi ed handmaders. Se andiamo a ben vedere CHI sono i committenti, scopriamo che si tratta per altro di vere e proprie società che sono costituite in SRL o SPA e che hanno quindi un solido capitale sociale, un bilancio ed un ritorno economico rilevante, e che grazie alla rete ed a questi escamotage sfruttano le idee e la passione di molti giovani creativi in erba (spesso tra l’altro molto valide) per un business praticamente a costo zero. Succede che così si svaluta il lavoro del creativo, facendo magari leva su un esercito di blogger che offrono le proprie competenze gratis senza rendersi conto che comunque un lavoro non pagato non è un lavoro riconosciuto nè lo sarà mai.

Ho approfondito poi l'argomento e mi sono letta qualche articolo sul web a proposito che ti consiglio se anche tu come me vuoi prendere coscienza del fatto che IL TUO LAVORO VALE.

Mi rendo conto soltanto adesso di essere stata via da questo blog per molto tempo. Sto andando piano e con calma. Mi sto godendo le giornate insieme al mio piccolo ometto che ha iniziato a leggere, scrivere e fare musica. Nei ritagli di tempo sto portando avanti un nuovo progetto che si chiama Faccio Leggo e Scrivo. Dipingo tanto e godo del presente senza preoccuparmi troppo del futuro. Nel frattempo, se vuoi restare in contatto con me, mi trovi sempre e comunque sul mio profilo Instagram e Twitter dove sono più assidua.

E tu? Ti va di raccontarmi la tua esperienza? Ti è capitato di lavorare gratis? Come ti sei sentita? Hai ottenuto quello che speravi?

Fare RETE davvero

Added on by bubiknits.

E’ da un po’ che penso di fare questo post. Perché ho un sassolino nella scarpa e vorrei toglierlo, ma certe volte sembra brutto togliere la scarpa per farlo uscire fuori, e così si finisce a soffrire in silenzio. Poi un dato momento ti dici che ti senti più cretina a soffrire in silenzio che superare l’imbarazzo di togliere la scarpa in pubblico. E che sarà mai? Vogliamo finirla una buona volta con il politically correct e dire le cose come stanno? Forse per me è arrivato questo momento. Quindi abbi pazienza e beccati questa mia filippica su cosa significa per me fare rete davvero.

Premesso che non ho una laurea in Business strategies e nemmeno in Marketing, anzi non ho proprio uno straccio di laurea, ma se ho imparato due cose due di tutte le mie frequentazioni esterofile che hanno un micro business che funziona è proprio il fatto che loro sanno fare rete.

Qui ci si prova. Ma posso dirlo? Si trascende sempre nello snobismo.

Nel corso degli anni mi è capitato di fare parte di alcune community italiane di handmaders e micro business owners il cui scopo, almeno a parole, era quello di fare team e rete e sponsorizzarsi a vicenda, di scambiarsi suggerimenti e competenze nelle varie materie che potessero aiutare il proprio business, in modo da accrescere non solo competenze, ma anche il proprio bacino di utenza.
Quello a cui ho spesso assistito invece è stato il solito palese snobismo insito nell’Italian's modus operandi. Ovvero. Se non sei abbastanza “figo” e non sei già “famoso” all’interno della community non ci penso nemmeno a farti io da apripista. E finisce sempre che, nella rete delle reti, siano sempre quei tre o quattro nomi a girare su tutte le bacheche, su tutti i social e su tutte le riviste. Perché entra in gioco quell'odiosissimo e bieco pensiero nostrano che se tu pimpi un nome di per sè già noto, di riflesso ti becchi anche tu la tua fetta di notorietà. Cosa in realtà falsa. In quanto non fai altro che accrescere il bacino di chi famoso lo è già, contribuendo soltanto a potenziare la sua clack.
Nella mia esperienza ho visto invece micro business decollare grazie ad un modo di fare rete sincero e schietto. Dove tutte le persone coinvolte davano una mano anche all'ultimo arrivato, e questa è la mia idea di fare rete, dal business alla vita di tutti i giorni. Ti serve una mano? Tieni prendila, io te la sto offrendo, e spero che tu sarai li a stringerla ed a contraccambiare spassionatamente. Vogliamo fare rete seriamente? Allora questa è la mia idea: Aiuta la tua community a crescere, e la community aiuterà te, ma prima spogliati dei pregiudizi ed agisci nell'interesse dell'altro prima che del tuo.

Ho disegnato questa infografica a mano pensando proprio a questa cosa. Come nell'esempio qui sopra, può capitare che la mia amica Carla, che fa gioielli in swarowski e perle con vetro di bohemia metta la foto di una sua creazione su Facebook con il link di rimando al suo negozio Etsy appena aperto. So che vorrebbe cominciare a venderne qualcuna ed in effetti con la scelta di aprire un negozio online ci sta già provando. Il problema è che quel messaggio su Facebook, se non viene raccolto nemmeno dai suoi amici rischia di rimanere una goccia in mezzo al mare. Poniamo pure il caso che a te non piacciano le cose che Carla crea, anche sforzandoti non incontrano proprio il tuo gusto. Però se ci pensi bene, Carla fa la stessa cosa che stai cercando di fare tu con il tuo micro business: Cerca di farsi conoscere ed ha lanciato un sassolino in mezzo al mare. Tu sei il primo cerchio e da uno sappiamo che possono nascerne tanti. Magari quindi le cose che fa Carla non sono di tuo gradimento, ma magari tra le tue amicizie c'è qualcuno a cui i gioielli di Carla piacerebbero un sacco, tanto da comprarli oppure raccomandarli ad altri. Ed ecco che Carla pian piano, con il passa parola e di bacheca in bacheca può avviare il suo micro business. E poi appunto chiediti se a te non farebbe piacere vedere pubblicate sulle bacheche dei tuoi amici le cose che fai con tanto amore e dedizione, e vorresti vedere ogni tanto anche le tue di creazioni in giro per le bacheche dei tuoi amici e non solo quelle quattro stellate della rete delle reti. Ci proviamo? Vogliamo creare una rete che funzioni davvero e che non sia popolata da snob e dispensa moine? Lancio questa sfida su Instangram, Facebook e Twitter con il tag #fareretedavvero e #ilmiomicrobusiness. Farò in modo di seguirti e "pimparti" anche sulla pagina Facebook dedicata e mi aspetto che tu faccia lo stesso con quelli che useranno lo stesso tag, ho creato allo scopo anche un gruppo chiuso sul quale creare la nostra community. Per micro business intendo tutto ciò che spazia dall'handmade, all'artigianato, all'arte ed alla cultura, quindi se dipingi o vuoi scrivere libri e romanzi per me va bene comunque, l'importante è che tu abbia intenzione di fare parte della rete attivamente, di attingere ma anche dare, indistintamente senza ipocrisia. That's all e spero che questo seme faccia crescere presto un albero con milioni di foglie rivolte verso l'alto... e sempre più su.

Partiamo?