Love::Sew::Knit::Design::Eat::Smile:: in Vintage Style

Cosa ho letto e mi è piaciuto questo week end

Added on by bubiknits.

La lettura approfondita dei settimanali (pochi) e quotidiani che compro durante la settimana si concentra poi prevalentemente nel fine settimana, mentre i libri sono l'ultimo vero appuntamento serale prima di spegnere la luce per la notte.
All'inizio della scorsa settimana ho cominciato a leggere "Tutto ciò che conta" versione italiana di "This I Know for sure" di Oprah Winfrey.

Mi piace perché è pieno zeppo di buoni propositi e sentimenti secondo il filone che da qualche anno spopola sull'esercizio della carità, compassione, amore, mindfulness e gratitudine, sembra un ricalco degli insegnamenti del Dalai Lama ma un ripasso meno olistico e più terreno male non fa. Terreno si fa per dire, perchè diciamo che è una tosta, tostissima! una che è stata amica di Maya Angelou e che dal suo show sono passate tutte le celebrity più celebrity... ma quello che ce la rende particolarmente simpatica ancora oggi, anche con tutti i suoi miliarduzzi è che è partita dal basso, che ha sofferto davvero e che si è sempre rialzata ed è rimasta comunque autentica.

Venerdì 12 giugno si é rivelato un numero ricco per il Corriere della Sera, infatti da qui e dai suoi inserti mi sono piaciuti:

Un bell'articolo di Alessandra Del Monte sulla regina dell'Home Made Martha Stewart apre l'inserto Tempi Liberi. Martha è approdata in Italia per l'Expo precedendo di qualche settimana la prossima visita illustre, la cara First Lady - Mrs. Michelle Obama con figlie al seguito.

Poi c'è Il ritorno di quella che é diventata il nuovo simbolo delle pari opportunità In Italia: Samantha Cristoforetti o Astrosamantha per gli amici. E' tornata a terra ed ora sarà impegnata, insieme agli altri due astronauti che erano con lei,  a recuperare quel 20% di muscolatura e massa ossea persi nello spazio.

Dall'inserto Sette ho amato questa volta solo pochi articoli e l'eccellenza va ad Aldo Cazzullo con la rubrica Italia si, Italia no nel quale parla di come l'emergenza immigrazione potrebbe scalfire il potere e far saltare il posto di Renzi al governo. La politica come sempre spiegata chiaramente, senza giri di parole ed in maniera non noiosa - e non mi stupisco affatto che il prossimo sabato 20 Giugno Aldo riceverà l'ennesima "tacca sulla cintura", si è aggiudicato infatti il premio Biagio Agnes come giornalista-scrittore dell'anno.

Da IoDonna di sabato invece ho apprezzato il divertente trafiletto di Candida Morvillo che  canta le lodi del buon vecchio smalto rosso e cita uno dei miei registi-attori preferiti: Woody Allen e non posso che essere daccordo con tutti e due quando affermano che il momento di massima vulnerabilità di una donna è nell'istante in cui deve far asciugare lo smalto... Ti ritrovi anche tu? Io moltissimo! E forse per questo che lo uso raramente, ma Candida mi ha proprio fatto venire voglia di darmene un paio di passate.

Infine da Gioia salvo quasi tutto il numero e le pagine di punta dedicate alla moda in giallo, il gossip eterno sul principato di Monaco che a 20 anni di distanza dalle mie vecchie letture ora punta sulla figlia di Caroline e soprttutto salvo la salopette dei Minions.

That's all for now.

Xoxo Giusy

Morning Ritual

Added on by bubiknits.

La mia prima sveglia suona alle 5.45 tutte le mattine. Ultimamente apro gli occhi qualche minuto prima, al massimo dopo il primo trillo sono già in piedi. Non mi è mai piaciuto dormire troppo. Ed essendo io una donna d’altri tempi, il buon vecchio detto “Chi dorme non piglia pesci” è tatuato nella mia mente ed anima. Poi, se a stare svegli si prendano davvero i pesci, questo è un altro paio di maniche. E qui comincia quello che è uno dei miei rituali quotidiani al quale proprio non posso rinunciare:

Il mio primo (e secondo) Caffè.


Se è inverno, appena scendo dal letto infilo le ciabatte o metto un paio di calzettoni pesanti, indosso la mia vestaglia di morbido cotone quiltato, il cardigan in lana, la felpa o lo scialle di turno altrimenti come adesso, solo le infradito ed entro in cucina.

Metto mano alla Moka.

Acqua fino alla valvola.

inserisco il filtro. (qualche volta l'ho dimenticato: Disastro imminente).

caffè (mai pressarlo!) ed avvito velocemente e poi… shhh shhh il gas e via.

Pochi minuti ed ecco la mia tazza fumante di caffè nerissimo, rigorosamente senza zucchero.

Il primo bevuto ancora quasi bollente, come a rinfrancar lo spirito ed accompagnare il corpo nel risveglio, il secondo invece sorseggiato subito dopo con più calma e consapevolezza, come a voler essere la premessa di un nuovo meraviglioso giorno.
Le mie tazze preferite sono due.


Le Illy, che non possono mancare in una cucina triestina dal momento che questo grosso gruppo è partito da un’azienda familiare proprio da questa mia bella città, queste sono quelle che in questi ultimi mesi ho usato di più, e presto si aggiungeranno quelle dedicate alla creatività in occasione dell’Expo.
E poi c’è CODESTA tazza che fa parte di un servizio da 12 che è stato sparso in più famiglie ed in diverse parti d’Italia (Sicilia, Calabria, Piemonte, Friuli Venezia Giulia), e che io e la mia famiglia ci portiamo dietro da sempre.

Ricordo queste tazze a casa di mia nonna, dove ho bevuto il mio primo caffè. Mia nonna ne ha date alcune a mia mamma quando si è trasferita qui a Trieste ed alle altre sorelle ed agli altri fratelli quando questi sono partiti a loro volta.

E mia mamma ne ha dato una a me.


La tazza Marrone, Panciuta e spessa, che ai maschi di casa di solito non piace, ma che alle donne SI, perché tiene il calore come nessuna senza farti però scottare le dita od il palato. In queste tazze così particolari ho visto servire il caffè del primo pomeriggio, quando in estate in Sicilia fuori c'erano 40 gradi all’ombra e parenti e cugini grandicelli venivano a trovare mia nonna, dove nella sua casa al piano di sotto, con il basamento in pietra e marmo, si stava freschi ed era una tappa obbligata prima di andare a fare la pennichella oppure a prendere ancora più aria seduti sul grosso muro con seduta in pietra che fiancheggiava il lungo stradone alberato del paese.
Eh si, il caffè è il mio PRIMO rito quotidiano per molti motivi, ma forse il principale è proprio dato da questo forte legame con le mie origini che me lo fa amare ancora ed ancora nonostante che negli anni io abbia cominciato ad apprezzare il thè e le sue virtù.
E mi raccomando, appena sentite la moda gorgogliare, spegnete immediatamente il fuoco, perché ho imparato che la parte finale del caffè è quella che rilascia le sostanze cattive, mentre la prima schiumata è quella che mantiene le proprietà migliori. Buon Caffè e Buon giorno quindi!
Qual’è il tuo rituale giornaliero? Ne hai uno anche tu? Ed è legato a qualche cosa in particolare? A qualche tradizione? Let me Know!

xoxo, Giusy

L'amore e la Patria - incontro con Aldo Cazzullo

Added on by bubiknits.

 

Per una che in adolescenza non ha mai avuto uno slancio di amore per la boy band di turno (e sto parlando del periodo in cui spopolavano i Duran Duran, gli Spandau Ballet, i Cure e compagnia bella targata anni '80 -'90), ma giusto giusto qualche tiepido singulto per la sensualissima ed energica Madonna, dire di avere OGGI un mito può risultare un risveglio tardo adolescenziale.

Può essere. Fatto sta che oggi un mito ce l'ho. E dopo averlo ascoltato ed apprezzato dal vivo il mito è diventato Leggenda.

Nonostante abbia scelto la metafora musicale, non sto parlando di una pop star, ma di un giornalista e scrittore: Aldo Cazzullo.

image.jpg

 I suoi editoriali ed articoli su Il Corriere della Sera sono sempre quelli che leggo per primi, li vado a cercare appena prendo in mano il giornale, così come gli articoli che scrive negli inserti. Amo la sua scrittura scorrevole e che va subito al punto, che sa raccontare.

Si, ce ne sono tanti di scrittori così, ma Aldo Cazzullo lo fa con poesia, una poesia che non è mai ridondante.

Domenica 24 maggio è tornato a Trieste, alla sala Ridotto del Teatro Verdi per presentare i suoi due libri "La guerra dei nostri nonni" e "Possa il mio sangue servire", proprio in un week end in cui ricorreva un anniversario importante, anzi il centenario, della storia irredentista del nostro Paese.

A presentarlo il primo cittadino Roberto Cosolini (e questo la dice lunga sulla personalità ed importanza dell'autore) e successivamente introdotto da uno storico, di cui, che non me ne voglia, ho perso il nome, ed infine ad accompagnarlo 3 bravi attori, non privi di pathos, che hanno recitato gli stralci dei due libri, nella prima parte tratti da "La guerra dei nostri nonni" e nella seconda da "Possa il mio sangue servire" mentre le immagini ricostruite di due guerre scorrevano sul palco a far da veicolo per gli occhi se le parole già da sole non bastassero a far sentire in colpa le ultime generazioni che hanno dimenticato il sacrificio dei nostri predecessori. 

E poi tra una lettura di una lettera dal fronte di guerra e l'altra, L'Autore, a parlare appassionato.

A parlare di quei nostri martiri senza gloria ma dal valore spirituale altissimo, dotati di un amore incondizionato per la Patria, per la moglie, i figli, il padre, la madre i fratelli e sorelle; il rispetto verso la famiglia ed il sacrificio che mai ma proprio mai era sentito come un boccone amaro, mai come un mal tolto al proprio essere, anzi, era vissuto come arricchimento, come lascito, come promessa per un futuro migliore da regalare a chi si amava. Questo mi ha trasmesso Cazzullo e lo ringrazio per i suoi libri, per le storie che non smette di raccontare, perché anche se la mia Italianità è allo stremo, anche se in questi anni mi sono sentita sempre più British Oriented, mi ha ridato quella speranza che forse, se ci mettiamo l'impegno necessario ed abbastanza fiducia, potremmo davvero cambiare un'Italia che non rispecchia più l'ideale di chi l'ha ricostruita, forse ora più che mai capisco chi ha scritto "Guardare indietro per guardare al futuro", non è un voler restare ancorati ad un mondo che non c'è più, è un voler invece riscoprire il sentimento di cui sembra ormai scevro il mondo intero.

Alla prossima presentazione di questi libri mi piacerebbe vedere più giovani e qualche scolaresca, sono rimasta sbalordita dal fatto che non si contasse nemmeno un under 30 tra i presenti e credo che la media fosse over 50. Spero ci fossero almeno un paio di professori di Storia ai quali consiglio di portare il verbo nelle aule.

Di premi Aldo Cazzullo ne ha vinti molti e rimando alle note biografiche di Wikipedia per scoprire quali e quanti e di che pregio, oltre alla bibliografia di questo mio amato autore.

Giusy
 


 

Tanto dentro, tanto fuori

Added on by bubiknits.

Ciao Cara Me...

Chi sei? Come stai?

Come ti senti ultimamente?

Qual'è il processo in cui sei saltata dentro?
Sei ancora la "creativa"?

 
Chi sei, Giusy? Sei la piccola creatura danzante nelle cascate?

Oppure l'urlatrice folle nella terra di nessuno? Sei la madre?

Sei la donna sola che sei stata negli ultimi anni?

Come stai, Giusy?

Felice? Pensierosa? Libera?

Come ti senti ultimamente, Giusy?

Ti senti triste? Ancora ed ancora?

Ti sei sentita bella oggi mostrandoti con le gambe nude nella tua minigonna?

Oppure ti sei sentita ancora sola, la "solita vecchia ciabatta" ironica e cinica?

Dov'è la creativa, Giusy?

E' andata via per sempre?

Dov'è la maglista, la sarta, l'unica compagna della propria anima?

Sei la scrittrice e la pittrice ora?

Vuoi riscrivere e ridisegnare la tua vita?

Sei la stessa persona che pensavi di essere un mese fa?

No, non lo sono.

Io cambio, di giorno in giorno, di momento in momento.

E si, lo sono.


E' sempre la stessa vecchia storia, la stessa vecchia signora, l'adolescente che non aveva coraggio di buttarsi in mezzo alla festa.

La stessa che guarda alla felicità degli altri, senza essere una di loro.

Desidero
Farò


ed il tempo passa…

Un giorno….

Desidero
Farò

Chi?
Dove?

ed il tempo passa.

Giusy